Confcommercio commenta con favore l’estensione della cedolare secca del 5%, prevista inizialmente per i soli contratti rinnovati nel 2025 e nel 2026 per i redditi fino a 28mila euro (soglia ora innalzata a 33mila), anche a quelli rinnovati nell’anno precedente.
La cedolare secca del 5%, prevista inizialmente per i soli contratti rinnovati nel 2025 e nel 2026 per i redditi fino a 28mila euro (soglia ora innalzata a 33mila), raccogliendo altresì le importanti sollecitazioni di Confcommercio, è stata estesa anche a quelli rinnovati nel 2024.
«Bene il Governo, l’approvazione del subemendamento che estende la detassazione degli aumenti contrattuali anche ai contratti rinnovati nel 2024 -ha dichiarato il presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli– è un segnale importante, soprattutto in una fase ancora incerta come quella attuale, per rafforzare la fiducia e i consumi delle famiglie che, nonostante alcuni segnali di risveglio, restano ancora deboli. Ma rappresenta anche un sostegno alla contrattazione collettiva di qualità, quella che Confcommercio da sempre porta avanti attraverso relazioni sindacali mature e responsabili».